Valutazione della Resistenza al fuoco, normalizzata e reale, di strutture in legno

16 Febbraio 2026

Autori:  Livio Izzo – Paolo Recalcati
Editore: Il Giornale dell’Ingegnere N.1/2026 – Casi limite di prevenzione incendi

L’aspetto fisico del fenomeno

Il legno è un materiale che, per alcune sue caratteristiche importanti (ad esempio ottimo rapporto tra caratteristiche di resistenza e densità) è sempre più utilizzato per realizzare strutture portanti. Ma è un materiale organico che brucia. La sua reazione al fuoco, tuttavia, non è uniforme e dipende fortemente dalla geometria e dalla densità dell’elemento.

Se scoppia un incendio in un edificio con struttura portante in legno, e non si interviene per spegnerlo, il fuoco consumerà i materiali combustibili presenti nel compartimento (il carico d’incendio) e, perdurando l’incendio, intaccherà anche la struttura in legno. L’assunzione popolare è che, in assenza di estinzione, il legno strutturale bruci fino alla sua completa consumazione, portando inevitabilmente al crollo.

Questa prospettiva, tuttavia, ignora il meccanismo di autospegnimento che può intervenire a determinate condizioni, soprattutto nelle strutture massive. Infatti, lo sviluppo dell’incendio nel legno porta ad uno strato di carbonizzazione nella zona intaccata dalle fiamme che funge da isolante per le parti più interne della struttura.

Nell’articolo allegato, due professionisti antincendio approfondiscono questo tema, poco conosciuto, su cui poggia la normativa attuale di Prevenzione Incendi relativamente al legno.

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